16 maggio 2026 · 15 min di lettura · a cura di SprinklerMap Team

Tipologie di vegetazione in SprinklerMap: quale scegliere per calcolare i tempi giusti

Guida fotografica a tutte le 12 tipologie di vegetazione del pannello di SprinklerMap: una foto e una scheda per specie, con i produttori di sementi da cui acquistarle.

Tipologie di vegetazione in SprinklerMap: quale scegliere per calcolare i tempi giusti
Foto: It's No Game (BY 2.0)

Perché la vegetazione cambia i tempi di irrigazione

SprinklerMap usa il parametro di evapotraspirazione (ET) per stimare quanta acqua ogni zona consuma ogni giorno. La vegetazione è uno dei fattori principali che determinano l'ET: un prato di festuca in piena estate perde acqua molto più rapidamente di una siepe di arbusti all'ombra. Scegliere il tipo sbagliato significa ottenere tempi di irrigazione non calibrati sulla tua realtà.

Nella modalità disegno, ogni zona ha un pannello impostazioni dove puoi selezionare il tipo di vegetazione. SprinklerMap applica un coefficiente ET base diverso per ciascuna specie, poi lo corregge in base all'esposizione solare e al tipo di suolo per arrivare al fabbisogno idrico giornaliero stimato. Per capire come questi valori si traducono in durata dei cicli, leggi Come calcolare i tempi di irrigazione in base al tipo di suolo.

Prato Inglese (Mix): l'opzione di default

Se non sai esattamente quale erba hai nel giardino — oppure hai un miscuglio di più specie — il Prato Inglese (Mix) è il punto di partenza corretto, ed è per questo che SprinklerMap lo preimposta di default. Rappresenta un miscuglio di microterme (festuca, loietto, poa in proporzioni variabili) tipico dei giardini residenziali italiani con esposizione media. Ha un ET base di 5,0 mm/giorno, il valore di riferimento estivo per un prato in condizioni normali: né particolarmente assetato né particolarmente rustico.

Se devi seminare da zero un prato di questo tipo, un miscuglio ornamentale equilibrato come Bottos Royal Blue è pensato proprio per un tappeto fitto in stile "inglese" — a patto di garantire irrigazione uniforme e manutenzione regolare, altrimenti conviene scendere di un gradino verso il Prato Rustico qui sotto.

Prato inglese (mix di microterme): l'opzione di default in SprinklerMap, con ET base di 5,0 mm/giorno.
Prato inglese (mix di microterme): l'opzione di default in SprinklerMap, con ET base di 5,0 mm/giorno. — Foto: heipei (BY-SA 2.0)

Prato Rustico (Mix): meno cure, tempi più realistici

Il Prato Rustico (Mix) è pensato per giardini che richiedono meno cure: miscugli con festuca rossa strisciante, poa compressa o altri ecotipi rustici che tollerano meglio stress idrico e caldo. Il suo ET base è 4,0 mm/giorno, circa il 20% in meno rispetto al prato inglese. Se il tuo prato non viene curato con concimazioni intensive e resiste discretamente alla siccità, questa opzione ti darà tempi di irrigazione più realistici invece di sovrastimare il fabbisogno.

Tra i miscugli rustici in commercio, Bottos Maciste è tarato proprio su questo scenario: zone soleggiate, caldo estivo e uso familiare con calpestio moderato, senza pretese da tappeto ornamentale. Se semini in autunno un prato di questo tipo, ricordati di aggiornare il tipo di vegetazione in SprinklerMap solo dopo che le piantine si sono affrancate (in genere 6-8 settimane), perché nelle prime settimane il fabbisogno idrico di un seme appena germinato è più alto di qualunque valore da tabella.

Prato rustico: miscugli meno esigenti, con ET base di 4,0 mm/giorno, circa il 20% in meno del prato inglese.
Prato rustico: miscugli meno esigenti, con ET base di 4,0 mm/giorno, circa il 20% in meno del prato inglese. — Foto: halseike (BY 2.0)

Microterme (climi freschi): le erbe che soffrono in estate

Le specie microterme crescono attivamente in primavera e autunno, rallentano in estate e hanno il loro picco di evapotraspirazione nelle giornate calde. Sono le più comuni nei giardini del nord Italia e nelle zone collinari. SprinklerMap propone quattro specie specifiche, ciascuna con un comportamento diverso: Festuca Arundinacea, Loietto, Poa Pratensis e Agrostide.

Festuca Arundinacea: la microterma più diffusa nei prati residenziali

La Festuca Arundinacea (ET 4,8) è la microterma più diffusa nei prati residenziali italiani: ottima resistenza al calpestio, radici profonde che arrivano dove altre specie non arrivano, e tolleranza a brevi periodi di siccità superiore a loietto e poa. È la base di quasi tutti i miscugli "tuttofare" venduti in Italia.

Sia Bottos Maciste sia Barenbrug Water Saver sono miscugli a base di festuca arundinacea pensati per ridurre il fabbisogno idrico rispetto a un prato inglese standard — Barenbrug dichiara fino al 30% in meno d'acqua a parità di superficie. Se stai già usando l'ET 4,8 nel pannello e SprinklerMap ti propone cicli che ti sembrano ancora troppo lunghi, verifica prima il tipo di suolo (vedi Come calcolare i tempi di irrigazione in base al tipo di suolo): spesso il problema non è la specie, ma un suolo argilloso trattato come se fosse sabbioso.

Festuca arundinacea: la microterma più comune nei giardini residenziali italiani, con buona resistenza al calpestio.
Festuca arundinacea: la microterma più comune nei giardini residenziali italiani, con buona resistenza al calpestio. — Foto: seantoyer (BY 2.0)

Loietto (Lolium perenne): il più assetato del pannello

Il Loietto (Lolium perenne, ET 5,3) è la specie con il maggior fabbisogno idrico tra le microterme del pannello: cresce rapidamente, germoglia in pochi giorni, ma va innaffiato con costanza in estate o mostra i primi segni di stress già sopra i 32°C, con punte gialle sulle foglie entro 48-72 ore di siccità. Proprio per la germinazione veloce è la specie più usata nelle trasemine e nelle riparazioni localizzate del prato.

Barenbrug RPR Lawn è un esempio di loietto stolonifero (RPR sta per Regenerating Perennial Ryegrass): a differenza del loietto tradizionale, produce stoloni che gli permettono di richiudere da solo le chiazze da calpestio o da danni meccanici, invece di dover risemminare ogni volta a mano. Se selezioni Loietto nel pannello vegetazione, aspettati cicli più frequenti in piena estate rispetto a festuca o poa.

Loietto (Lolium perenne): germinazione rapida ma il maggior fabbisogno idrico tra le microterme, con ET base di 5,3 mm/giorno.
Loietto (Lolium perenne): germinazione rapida ma il maggior fabbisogno idrico tra le microterme, con ET base di 5,3 mm/giorno. — Foto: Tomas Kebert (Nefronus) (BY-SA 4.0)

Poa Pratensis: il classico da campo sportivo che dorme in estate

La Poa Pratensis (ET 5,0) è un classico da campo sportivo: tappeto fitto e bello esteticamente, si diffonde tramite rizomi (a differenza del loietto che non ne ha) e quindi recupera bene dal calpestio nel tempo. Il rovescio della medaglia è che tende a dormire e ingiallire nelle estati più calde delle zone centro-meridionali, soprattutto se l'irrigazione non è costante.

In commercio si trovano miscugli dedicati come i semi di Poa Pratensis autorigenerante e resistente distribuiti da rivenditori italiani specializzati in prato sportivo, pensati per superfici che devono reggere un uso intenso senza perdere densità. Se il tuo prato è già seminato a Poa e noti ingiallimenti a luglio-agosto nonostante l'irrigazione, spesso non è un problema di acqua ma di dormienza fisiologica della specie: la festuca nella stessa condizione resterebbe verde.

Poa Pratensis: tappeto fitto da campo sportivo, con ET base di 5,0 mm/giorno e tendenza a dormire nelle estati più calde.
Poa Pratensis: tappeto fitto da campo sportivo, con ET base di 5,0 mm/giorno e tendenza a dormire nelle estati più calde. — Foto: Jason Hollinger (BY 2.0)

Agrostide: la specie da green da golf, non da giardino domestico

L'Agrostide (Agrostis, ET 5,5) è la specie più esigente di acqua in assoluto tra quelle nel pannello — viene usata quasi esclusivamente sui green da golf perché forma un tappeto finissimo e uniforme, ma richiede irrigazione quotidiana precisa e un taglio bassissimo (pochi millimetri) più volte a settimana. Se la selezioni per un giardino residenziale, aspettati i tempi di ciclo più lunghi di tutto il pannello e una manutenzione da campo sportivo, non da prato di casa.

Non è un caso che sia quasi introvabile nei canali di vendita hobbistici: è un seme professionale, venduto in confezioni da vivaisti specializzati in tappeti sportivi (agrostide stolonifera in sacchi da 5 kg, con prezzi per kg diverse volte superiori a un miscuglio da prato residenziale). Se stai progettando un vero green da golf o una bocciofila, ha senso; per un giardino di casa, quasi sempre no — meglio Poa Pratensis se cerchi un tappeto fitto con manutenzione più gestibile.

Agrostide (Agrostis stolonifera): la specie più esigente di acqua del pannello, tipica dei green da golf, con ET base di 5,5 mm/giorno.
Agrostide (Agrostis stolonifera): la specie più esigente di acqua del pannello, tipica dei green da golf, con ET base di 5,5 mm/giorno. — Foto: Forest & Kim Starr (BY 3.0 US)

Macroterme (climi caldi): le erbe che risparmiano acqua d'estate

Le specie macroterme sono il contrario delle microterme: crescono meglio in estate, vanno in dormienza invernale (perdendo colore, non vitalità) e hanno fabbisogni idrici significativamente inferiori nelle stagioni calde. In Italia le trovi soprattutto al centro-sud e sulle coste. SprinklerMap propone tre specie: Cynodon, Zoysia Japonica e Paspalum.

Cynodon (gramigna): la macroterma più resistente alla siccità

Il Cynodon dactylon, comunemente chiamato gramigna (ET 3,5), è l'erba più resistente alla siccità del pannello. Cresce vigorosamente in estate, sopporta piena esposizione solare, e può ridurre i cicli di irrigazione anche del 30% rispetto a un prato inglese nella stessa zona. La sua versione ornamentale (bermudagrass) è largamente usata in giardini del sud Italia e negli stabilimenti balneari per la resistenza al calpestio e al sale.

Bottos Blend Bermudagrass è il prodotto di riferimento per chi vuole seminare Cynodon in Italia: ha senso solo se il giardino riceve tanto sole diretto e il proprietario accetta il cambio di colore invernale (da verde a paglierino) tipico delle macroterme. Non è un difetto della semente, è il comportamento fisiologico della specie: in dormienza il tappeto è vivo, solo non fotosinteticamente attivo.

Cynodon dactylon (gramigna ornamentale): la macroterma con il minor fabbisogno idrico, ideale per il centro-sud Italia.
Cynodon dactylon (gramigna ornamentale): la macroterma con il minor fabbisogno idrico, ideale per il centro-sud Italia. — Foto: Patrick Hoesly (BY 2.0)

Zoysia Japonica: crescita lenta, tappeto fitto e curato

La Zoysia Japonica (ET 3,5) è un'altra macroterma a basso fabbisogno idrico, ma con un comportamento diverso dal Cynodon: crescita molto più lenta (meno tagli durante la stagione), tappeto fitto e aspetto estetico curato, adatta a chi vuole un prato macroterma ma con un tocco più ornamentale che rustico.

In Italia è meno diffusa del Cynodon nei canali retail generalisti: si trova soprattutto tramite rivenditori specializzati in tappeti erbosi macroterma (ad esempio miscugli "Zoysia Compadre" in confezioni da 1 kg, con un prezzo per kg superiore a un normale prato inglese, coerente con la minore disponibilità del seme). La crescita lenta significa anche recupero lento dopo danni: non è la scelta giusta se il prato ha passaggi frequenti o bambini che ci giocano ogni giorno.

Zoysia Japonica: crescita lenta e tappeto fitto, con ET base di 3,5 mm/giorno come il Cynodon.
Zoysia Japonica: crescita lenta e tappeto fitto, con ET base di 3,5 mm/giorno come il Cynodon. — Foto: Krzysztof Ziarnek (Kenraiz) (BY-SA 4.0)

Paspalum: la scelta quando l'acqua è salmastra

Il Paspalum vaginatum (ET 3,8) è preferito nelle zone con acqua salmastra o di qualità non ottimale — tipicamente giardini costieri irrigati con pozzi vicini al mare — perché tollera la salinità meglio di qualunque altra specie del pannello, gramigna compresa. Se il tuo pozzo restituisce un'acqua che "brucia" altri prati, il Paspalum è spesso l'unica macroterma che regge senza chiazze.

È anche la specie più difficile da reperire come seme in Italia: molti rivenditori lo vendono solo come prato pronto in rotoli o zolle (ad esempio tramite vivai specializzati in tappeti erbosi macroterma) invece che come sementi da spargere, proprio perché l'attecchimento da seme è più lento e delicato delle altre macroterme. Se stai progettando un giardino costiero, verifica la disponibilità locale prima di contare su questa specie: a volte conviene partire da un Cynodon più reperibile e valutare il Paspalum solo se la salinità dell'acqua è confermata da un'analisi.

Paspalum vaginatum: la macroterma più tollerante alla salinità, con ET base di 3,8 mm/giorno.
Paspalum vaginatum: la macroterma più tollerante alla salinità, con ET base di 3,8 mm/giorno. — Foto: Forest & Kim Starr (BY 3.0 US)

Alternative al prato: Dichondra, Trifoglio e Siepe

SprinklerMap include tre opzioni pensate per chi non ha un prato in senso stretto: Dichondra, Trifoglio Nano e Siepe/Arbusti. Ciascuna copre un caso d'uso diverso, dal tappeto tappezzante alla zona verde a bassissima manutenzione idrica.

Dichondra: tappeto tappezzante a foglia rotonda

La Dichondra repens (ET 4,3) è una pianta tappezzante a foglia rotonda che forma un tappeto compatto senza necessità di taglio frequente — alcuni giardini la lasciano crescere tutta la stagione senza mai passare il tosaerba. Richiede irrigazione uniforme (non tollera bene siccità prolungate come una macroterma) ma si comporta meglio del prato tradizionale in mezz'ombra.

Franchi Sementi vende una confezione dedicata di Dichondra Repens da 250 g, un formato pensato per superfici contenute o per integrare zone di prato esistente. Non aspettarti l'aspetto di un prato inglese: la Dichondra ha una texture completamente diversa, più simile a un tappeto di foglioline che a un'erba tradizionale, ed è una scelta estetica prima ancora che tecnica.

Dichondra repens: tappeto tappezzante a foglia rotonda, con ET base di 4,3 mm/giorno.
Dichondra repens: tappeto tappezzante a foglia rotonda, con ET base di 4,3 mm/giorno. — Foto: Harry Rose (BY 2.0)

Trifoglio Nano: l'alternativa eco-sostenibile al prato

Il Trifoglio Nano (ET 4,3) è sempre più diffuso come alternativa eco-sostenibile al prato tradizionale: fissa l'azoto nel suolo (riducendo il bisogno di concime), richiede meno cure e ha un fabbisogno idrico simile alla festuca, ma è più resiliente durante brevi siccità grazie alle radici a fittone.

Barenbrug propone Lawn Clover, un trifoglio nanissimo pensato specificamente per prati domestici — non il trifoglio da foraggio che conosci nei campi, ma una selezione a portamento basso che tollera il calpestio moderato e non copre le scarpe di polline appiccicoso come alcune varietà comuni. È una buona opzione se vuoi ridurre la manutenzione senza passare a una macroterma che cambia colore in inverno.

Trifoglio nano con i suoi caratteristici fiorellini bianchi: alternativa eco-sostenibile al prato, con ET pari a 4,3 mm/giorno.
Trifoglio nano con i suoi caratteristici fiorellini bianchi: alternativa eco-sostenibile al prato, con ET pari a 4,3 mm/giorno. — Foto: Mini D (BY-SA 2.0)

Siepe / Arbusti: il fabbisogno idrico più basso del pannello

La Siepe / Arbusti (ET 3,0) ha il fabbisogno idrico più basso di tutto il pannello. Gli arbusti hanno radici profonde che accedono alle riserve idriche più in basso nel suolo, e la maggior parte delle specie ornamentali comuni (pittosporo, ligustro, fotinia, alloro) richiede irrigazione molto meno frequente rispetto al prato.

A differenza di tutte le altre voci di questo pannello, la siepe non si semina: si acquista in vivaio come pianta già formata, quindi qui non troverai un link a un produttore di sementi. Tieni comunque presente che siepi e arbusti si irrigano quasi sempre a goccia, non con sprinkler: leggi Irrigazione a goccia per siepi e arbusti: layout e programmazione per piante legnose per i dettagli sull'impianto dedicato. Per capire perché le siepi devono sempre essere in una zona separata dal prato, vedi Idrozone: come dividere il giardino in zone di irrigazione.

Siepe di arbusti ornamentali: il fabbisogno idrico più basso del pannello, con ET base di 3,0 mm/giorno.
Siepe di arbusti ornamentali: il fabbisogno idrico più basso del pannello, con ET base di 3,0 mm/giorno. — Foto: Acabashi (BY-SA 2.0)

Come scegliere la specie giusta per la tua zona

La regola pratica è semplice: se vivi in una zona con estati superiori ai 30°C e hai sole diretto, valuta una macroterma; se sei in una zona collinare o con estati fresche, le microterme sono più adatte. Se non sei sicuro della specie, usa il Prato Inglese (Mix) come punto di partenza — è il valore di default e rappresenta il caso medio dei giardini italiani. Dopo due settimane di osservazione puoi affinare verso il Prato Rustico se vedi che l'app tende a sovrairrigare.

Ricorda che il tipo di vegetazione interagisce con l'esposizione solare e il tipo di suolo. Un Cynodon in pieno sole su terreno sabbioso e un Cynodon in mezz'ombra su terreno argilloso avranno tempi di irrigazione molto diversi, anche se la specie è la stessa. SprinklerMap combina tutti e tre i parametri per arrivare a una stima realistica. Se vuoi ridurre ulteriormente i consumi, leggi Cinque strategie per ridurre del 40% i consumi dell'irrigazione per le strategie complementari che vanno oltre la scelta della vegetazione.

Fabbisogni idrici per tipo di pianta: valori di riferimento settimanali

I fabbisogni idrici variano enormemente tra le diverse tipologie di vegetazione. Il prato inglese (festuca, loietto, poa) richiede 20-30 mm a settimana in luglio e agosto, equivalente a 200-300 L per metro quadro al mese. Gli arbusti ornamentali consolidati (rose, pittospori, fotinie) si accontentano di 10-15 mm a settimana in estate, mentre le perenni erbacee (lavanda, salvia, rosmarino) scendono a 5-8 mm. Le piante grasse e le succulente in clima mediterraneo estivo hanno bisogno di soli 2-4 mm a settimana, e in primavera e autunno spesso zero.

Per le siepi, la stima dipende dalla specie: siepi di cipresso (Cupressus sempervirens) 8-12 mm a settimana, lauroceraso (Prunus laurocerasus) 10-15 mm, pittosporo 6-10 mm. Gli alberi da frutto giovani in fase di attecchimento richiedono 20-25 mm a settimana, mentre quelli adulti con radici profonde si riducono a 8-15 mm dipendendo dall'anno. L'orto in piena produzione estiva è il consumatore più esigente: pomodori, zucchine e cetrioli vogliono 25-35 mm a settimana, il cui fabbisogno va diviso per la superficie effettiva occupata dalla coltura.

Questi valori sono riferimenti di partenza, non prescrizioni assolute: dipendono dalla tessitura del suolo (sabbioso drena più velocemente, argilloso trattiene), dall'esposizione (sole pieno richiede fino al 50% in più rispetto all'ombra), e dall'età della pianta (le piante giovani nel primo anno di impianto richiedono più acqua di quelle consolidate, perché le radici non hanno ancora esplorato il volume di suolo disponibile). SprinklerMap applica questi coefficienti in modo automatico per la specie selezionata, ma conoscere i valori di riferimento aiuta a capire perché il sistema propone certi tempi di ciclo.

Come le piante grasse reagiscono all'eccesso di acqua: marciume radicale

Le piante grasse (cactacee, agavi, aloe, echeverie) e le succulente in generale hanno radici adattate a lunghi periodi di siccità e brevi periodi di abbondanza. Il loro sistema radicale è molto efficiente nell'assorbire acqua rapidamente, ma diventa vulnerabile a funghi e batteri patogeni in condizioni di umidità prolungata. Quando le radici rimangono bagnate per più di 48-72 ore consecutive, le cellule radicali muoiono per asfissia (mancanza di ossigeno nel suolo saturo) e i patogeni del suolo attaccano il tessuto morto. Il risultato è il marciume radicale: la pianta appassisce dall'interno mentre la terra è ancora umida.

L'errore più comune è annaffiare le piante grasse con la stessa frequenza del prato o degli arbusti. Una cactacea in estate mediterrana ha bisogno di un'irrigazione ogni 10-20 giorni, non ogni 2-3. Se stai usando un impianto automatico, le piante grasse devono stare su una zona separata con programmazione indipendente. Non è una comodità: è l'unico modo per evitare di perdere piante che potrebbero vivere 20-30 anni. Nel dubbio, irriga meno piuttosto che più: le piante grasse recuperano facilmente da una siccità temporanea, raramente da un marciume radicale avanzato.

Siepi alte vs basse: perché la goccia batte lo spray in entrambi i casi

Una siepe alta di cipresso o lauroceraso (2-4 m) con irrigatori spray che bagnano dall'alto sembra una soluzione logica: l'acqua scende dall'alto come la pioggia. In realtà è inefficiente per due motivi. Primo: il fogliame fitto blocca la penetrazione dell'acqua e la gran parte dell'acqua evaporà prima di raggiungere il suolo. Secondo: la bagnatura continua del fogliame favorisce le malattie fungine, specialmente le carie del legno e l'oidio su cipresso e lauroceraso. La goccia posizionata alla base della siepe, invece, porta l'acqua direttamente alla zona radicale senza toccare le foglie.

Per le siepi basse (50-80 cm), il problema è diverso ma la soluzione è la stessa. Gli spray fissi su zone adiacenti al prato bagnano inevitabilmente anche il fogliame basale della siepe — e le foglie basse che rimangono bagnate a lungo sono le prime a sviluppare malattie fungine. Il tubo gocciolante interfilare (Netafim Drip-In o equivalente) posato alla base della siepe e coperto con qualche centimetro di terra o pacciame è la soluzione definitiva: invisibile, efficiente, nessun contatto con il fogliame. Il costo dell'impianto a goccia per una siepe di 20 m lineari è 30-50 euro di materiali contro le ore di cura che risparmia.

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Nota tecnica: I valori di pressione, raggio, portata e costi riportati in questo articolo sono indicativi e basati su condizioni standard (pressione 2,5 bar, terreno piano). Il risultato reale dipende dalla pressione disponibile nel tuo impianto, dalla portata del contatore, dalle perdite di carico nelle tubazioni, dal tipo di suolo e dalle specifiche tecniche degli irrigatori scelti. Per impianti complessi si raccomanda la verifica con un tecnico abilitato.

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SM

SprinklerMap Team — Guide tecniche irrigazione

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